Diciamolo subito: chi abita in appartamenti o case con grandi finestre conosce bene il fenomeno della condensa sui vetri. Specialmente quando fa freddo, al mattino presto o alla sera. Non è certo un difetto degli infissi, anzi. Si tratta di un processo fisico ben preciso, legato alla temperatura e all’umidità ambientale. Quando il vetro si raffredda, l’aria più umida lascia dietro di sé piccole goccioline d’acqua che – d’improvviso – rendono la vista esterna meno nitida. Ecco perché la sensazione di umidità dentro casa si fa più palpabile in quei momenti.
Come la temperatura e l’umidità influenzano la condensa
Il punto chiave? La condensa appare quando il vetro si raffredda fin sotto il cosiddetto punto di rugiada. La notte e le prime ore di luce, il calore del vetro svanisce più in fretta rispetto a quello dentro casa, specie se fuori e dentro ci sono forti escursioni termiche. Risultato: il vapore acqueo nell’aria si trasforma in minuscole gocce d’acqua a vista d’occhio.

Le temperature seguono un andamento scandito dal sole, e non è un caso se la condensa tende a presentarsi sempre negli stessi orari. Chi vive in città con climi più stabili – come dalle parti di Milano o Bologna – la nota meno spesso. La qualità degli infissi? Conta, ma solo fino a un certo punto. Anche nelle case più moderne, con vetri super tecnologici, la condensa spesso fa capolino quando fa freddo.
Arriva il sole, il vetro si scalda e le goccioline spariscono, evaporano senza lasciare traccia. Ecco perché l’umidità si sente meno in quelle ore. Al contrario, in zone con sbalzi termici forti tra giorno e notte – direi anche in certe zone del Nord Italia – la condensa resta quasi un “ospite fisso” durante i mesi più freddi. E questo è un dettaglio non da poco: chi la vede tutti i giorni riesce a riconoscerla come un fenomeno naturale, non un segnale di qualche guasto o inefficienza.
Perché la condensa non è un segno di infissi difettosi
Molti pensano che appena compare la condensa sia colpa degli infissi, o di un isolamento che fa acqua da tutte le parti. Niente di più sbagliato. Anche serramenti modernissimi, con doppi o tripli vetri, non eliminano del tutto le differenze di temperatura tra interno ed esterno. La vera causa sta nell’umidità relativa dentro casa e nel mancato ricambio d’aria.
Quando l’aria interna è più umida del dovuto, superando certi limiti, e le superfici si raffreddano al di sotto del punto di rugiada, si crea condensa. È un po’ la norma in zone più umide del Nord Italia o in case dove la ventilazione lascia a desiderare, tanto per dire. Anche con serramenti efficienti, la nebbia sulle finestre ritorna, e allora sì che bisogna pensare a un po’ più d’aria fresca dentro, e a gestire meglio l’umidità.
Durante l’inverno, con differenze di temperatura più accentuate, la condensa si fa sentire di più. Chi abita in città ben riscaldate e ventilate la noterà meno rispetto a chi vive in ambienti rurali o case con scarso ricambio d’aria e sbalzi termici più marcati.
Insomma, la condensa sui vetri indica le condizioni ambientali nella tua casa, non è un difetto degli infissi. Regolando il ricambio d’aria e controllando l’umidità interna, si può attenuare il fenomeno, ma eliminarlo del tutto? Impossibile, almeno quando le condizioni sono quelle che abbiamo detto.
