Quando il freddo sparisce: controllare il numero 19 permette di ridurre i costi in bolletta

Quando il freddo sparisce: controllare il numero 19 permette di ridurre i costi in bolletta

Franco Vallesi

Gennaio 19, 2026

Con l’arrivo del freddo, tante famiglie italiane si trovano a fare i conti con il riscaldamento di casa. Più tempo al chiuso, e la necessità di sentirsi al caldo, si fanno sentire eccome. Solo che spesso, a fine mese, la bolletta è una brutta sorpresa. Il vero problema sta nel riuscire a creare un ambiente accogliente senza buttare via energia e soldi. A volte basta poco, qualche accorgimento semplice ma che funziona, come la famosa regola dei 19 gradi. Un modo pratico per trovare un equilibrio tra spesa, comfort e risparmio.

Negli ultimi tempi, questa “regola” ha preso piede tra esperti e consumatori attenti. Nel Nord come nel Sud, specie dove gli inverni sono più severi, tenere il termostato intorno ai 19 gradi sembra una buona scelta. Perché, se alzi troppo, i consumi schizzano in alto, e pure di parecchio. Magari non si pensa che il salto da 19 a 20 gradi porta a un aumento di energia non lineare, anzi, abbastanza rapido. Ed ecco perché molti, tecnici e non, la vedono come una specie di limite da non superare per evitare sprechi – e spese inutili.

Il motivo per cui 19 gradi è la temperatura giusta

Da dove nasce questa soglia? Beh, da osservazioni reali su comfort ed efficienza. Più di una volta, tecnici in giro per l’Italia e in Europa consigliano proprio 19 gradi per le case occupate. Dicono sia una soluzione che tiene caldo a sufficienza, senza esagerare con gli sprechi. Troppo caldo in casa, altro che comodo: finisci per spendere tanto e sentirti pure a disagio con temperature che sembrano un forno.

Quando il freddo sparisce: controllare il numero 19 permette di ridurre i costi in bolletta
La testina termostatica di un termosifone, un dettaglio fondamentale per gestire il calore in casa e ridurre le spese. – dialmabrown.it

Qualche studio energetico recente – a cui spesso non si fa caso – mostra che abbassare il riscaldamento di un solo grado può far risparmiare circa il 10% di energia. Sembra poco, ma se pensi di passare da 21 o 22 a 19 gradi, la differenza in bolletta si sente eccome. E un altro dettaglio tecnico, forse meno noto: le caldaie moderne – specialmente quelle a condensazione – funzionano meglio con temperature stabili, né troppo alte né troppo basse. Così, durano di più e consumano meno, ma anche questo lo noti solo nei mesi più freddi. Il sistema si “abitua” a un ritmo costante, evitando sprechi e intoppi, un bel vantaggio.

Come ottimizzare la regola dei 19 gradi e ridurre ulteriormente i consumi

Seguire la regola è una buona partenza, ma c’è di più da fare se vuoi risparmiare davvero qualcosa. Prendi per esempio il ricambio d’aria: aprire le finestre per un quarto d’ora, con il riscaldamento spento, migliora l’aria senza far scendere troppo la temperatura interna. Poi ci sono le valvole termostatiche. In casa mia, diciamo, sono salvezza: permettono di impostare temperature diverse nelle stanze, così non si riscaldano ambienti vuoti inutilmente, e si può risparmiare fino al 20% di energia. Un bel guadagno.

Non chiudere mai i termosifoni con mobili o tende, che fermano il calore: un gioco da ragazzi, ma ce ne dimentichiamo spesso. Anche serrare persiane e tapparelle la notte aiuta a mantenere più caldo dentro, evitando perdite che si pagano care. E prima dell’arrivo del freddo vero, vale sempre la pena sfiatare i radiatori: buttare fuori le bolle d’aria fa sì che si scaldino meglio e meno spreco di energia. A Milano come a Napoli, questa manutenzione resta una di quelle azioni trascurate che – guarda un po’ – fanno la differenza sulla bolletta.

Insomma, con qualche accortezza in più e il termostato a 19 gradi, i consumi calano senza far soffrire il comfort di chi vive la casa. Non servono grandi rivoluzioni, ma un po’ di attenzione quotidiana che aiuta pure l’ambiente e… il portafoglio.

×