Succede spesso di uscire con temperature ghiacciate e ritrovarsi con il naso che cola, ma non sempre vuol dire raffreddore. Le basse temperature fanno reagire il corpo aumentando la produzione di muco nasale per salvaguardare le vie respiratorie dal freddo secco. Quel muco lì – che sembra un fastidio – aiuta a mantenere la mucosa umida e a filtrare l’aria prima che arrivi ai polmoni, un dettaglio che sfugge a molti.
Non è soltanto un passaggio, il naso. No, lavora attivamente: riscalda e purifica l’aria che entra. Quando fa freddo, le ghiandole nelle mucose si mettono al lavoro con più lena perché il muco evapora in fretta e si asciugherebbe troppo. Quella produzione extra di muco, che spesso finisce per uscire – specie passando da un ambiente caldo a uno freddo – ha un nome scientifico: rinorrea vasomotoria. Non è malanno, ma una risposta del tutto naturale.
Il ruolo fondamentale del naso nel proteggere l’apparato respiratorio
Il naso non lascia passare l’aria così com’è, ma la prepara al meglio per i polmoni. D’inverno, per esempio, lavora di più per evitare che il gelo rovini i tessuti interni. Le ghiandole mucipare fanno più muco chiaro e acquoso, che ha il compito di proteggere e tenere idratata la superficie nasale. Serve a non far irritare la mucosa col freddo e l’aria secca.

Quante volte si nota più muco durante il freddo, soprattutto cambiando da ambienti caldi a quelli freddi? Il muco, fastidio a parte, è come una rete: intrappola polvere, irritanti e potenziali germi. Una sorta di scudo primario contro le infezioni. Chi abita in città – magari nel Nord Italia, o dalle parti di Milano – con aria spesso inquinata, si accorge bene di questa difesa in atto.
Non tutti reagiscono allo stesso modo: influiscono l’età, eventuali problemi respiratori cronici o una certa sensibilità delle mucose. Ecco, la capacità del naso di adattarsi all’ambiente, fa davvero la differenza per la salute. Lo dicono i medici di mestiere.
Come distinguere il naso che cola da freddo da un raffreddore
A volte capire se il naso che cola è solo la reazione al freddo o l’inizio di un raffreddore vero è un rebus. Di solito, il muco prodotto dal freddo è chiaro, fluido, e appare solo quando fa freddo o si passa da un ambiente caldo a uno freddo. Invece, quando arriva un raffreddore, ci sono altri segnali ben evidenti: congestione che non passa, starnuti a raffica, mal di gola o malessere generale.
La durata fa la differenza. Se cola solo col freddo, è una cosa passeggera. Se il naso resta pieno anche dentro casa o si aggiungono dolori facciali o muco denso e colorato, allora è meglio farsi vedere da un medico: qualche infezione potrebbe esserci.
Un’altra possibile spiegazione è la rinite vasomotoria: non è un’allergia, ma una particolare reattività del naso a stimoli come freddo, sbalzi termici, odori forti o stress. Il naso cola spesso, senza infezioni, e può capitare che peggiori in alcune stagioni o situazioni. Fastidioso, non c’è dubbio, e insomma, può rovinare la giornata.
Per molti, quel naso che cola con il freddo non richiede cure particolari. Però, se diventa un tormento, meglio evitare sbalzi termici troppo rapidi o provare con umidificatori, così l’aria in casa resta più umida – cosa non da poco. Nei casi più ostici, una visita specialistica aiuta a capire se c’è rinite cronica o sinusite dietro, così da agire nel modo giusto.
Curioso come per tanti questo fenomeno esce solo d’inverno, eppure è un chiaro esempio di quanto sia complesso il lavoro di difesa del corpo. Il naso, insomma, non sta mai fermo, e filtra a più non posso per proteggere le vie respiratorie da condizioni spesso dure da sopportare.
