Nei condomini dotati di riscaldamento centralizzato, la divisione delle spese รจ un vero rompicapo, molto diversa rispetto a gestire un impianto individuale. Chi ha un sistema autonomo puรฒ scaldare e spegnere quando vuole, senza problemi. Negli stabili con un unico impianto, invece, bisogna seguire norme precise per suddividere i costi. Da qualche anno si installano per legge le termovalvole e i contabilizzatori di calore, strumenti utili a segnare piรน esattamente i consumi di ogni singolo. Il risultato? Piรน chiarezza, certo, ma anche nuove domande tecniche e legali โ un argomento sentito da milioni di italiani, soprattutto nei mesi piรน freddi.
Il punto di svolta arriva con una modifica normativa del 2020, che ha cambiato le regole del gioco: via la vecchia norma tecnica UNI 10200, quella che fino a poco tempo fa diceva come dividere le spese nei condomini con impianti centralizzati. Adesso almeno metร della spesa deve corrispondere ai consumi effettivi di ogni condomino, cioรจ a quanto realmente si รจ usato in termini di energia. La parte restante, detta quota residua, copre perdite e consumi involontari e viene suddivisa seguendo criteri scelti dallโassemblea condominiale. Tra le opzioni sul tavolo: millesimi basati sulla superficie, sulla potenza o sulle esigenze energetiche degli appartamenti โ cosรฌ da adattare la suddivisione alle caratteristiche specifiche dellโedificio e delle singole unitร .
Come si decide la quota residua del riscaldamento in condominio
La quota residua, chiamata anche quota involontaria, include le perdite e i consumi fissi che non dipendono da quello che consuma ogni singolo. Prima, con la legge UNI 10200, si calcolava usando i millesimi di riscaldamento basati sul fabbisogno energetico per mantenere il 20 ยฐC in casa, sempre costante. Ora la decisione spetta allโassemblea condominiale โ ma almeno metร dei costi deve ancora corrispondere ai consumi volontari reali. Ecco una novitร che offre piรน margine dโazione a chi amministra e a chi abita, ma che richiede un minimo di conoscenza e una buona dose di collaborazione.

Tipicamente, per dividere la quota residua si usano soprattutto i millesimi di superficie: facili, ma a volte un poโ scomodi, perchรฉ possono penalizzare chi vive in appartamenti piccoli con impianti piรน potenti. In certi casi, per evitare ingiustizie, si preferiscono i millesimi di potenza โ quelli che tengono conto della forza termica dei radiatori di ogni abitazione. Se poi la differenza di fabbisogno energetico tra appartamenti simili รจ significativa, si puรฒ pensare ai millesimi di fabbisogno, per una divisione che tenga meglio conto delle reali necessitร .
Un dettaglio spesso ignorato: i condomini che avevano giร un sistema di contabilizzazione prima del decreto 2020 non sono obbligati a cambiare metodo, ma possono comunque farlo se vogliono. Ogni regola nuova per la suddivisione deve essere approvata dallโassemblea con le maggioranze giuste e deve basarsi su una tabella millesimale aggiornata โ altrimenti fioccano le liti. Chi vive in cittร , specialmente nel nord Italia, sa che durante lโinverno queste discussioni tra vicini e amministratori possono diventare piuttosto animate.
Contabilizzazione, ruoli dellโamministratore e le regole per sostituire la caldaia
I costi del riscaldamento, per farli combaciare con i consumi veri, si calcolano in due modi: tramite contabilizzazione diretta o indiretta. Nel primo caso ogni abitazione ha un contatore che misura quanto calore ha usato. Perรฒ in molti condomini questo sistema risulta complicato o troppo caro. Cosรฌ si sceglie la contabilizzazione indiretta, che usa dei ripartitori attaccati a ogni corpo scaldante per stimare il calore disperso, basandosi sul totale segnato da un contatore centrale alla caldaia.
Lโamministratore condominiale ha un ruolo chiave nella gestione della contabilizzazione: si occupa della burocrazia e delle questioni tecniche. Non รจ tenuto a fornire dati precisi sui consumi centrali, almeno se non quando si parla di bilanci durante le assemblee. Quando emergono consumi anomali o irregolari, perรฒ, puรฒ convocare unโassemblea straordinaria per affrontare il problema โ un passo non raro, soprattutto in condomini piรน grandi. Da ricordare che dopo il 2020 tutti i sistemi di contabilizzazione devono poter essere letti da remoto, con una scadenza fissata al 2027: aiuta a tenere sotto controllo le spese senza troppi sbattimenti.
Per chi pensa alla sostituzione della caldaia condominiale โ un vero intervento di manutenzione straordinaria che riguarda tutti, anche chi si รจ staccato dallโimpianto ma resta comproprietario โ serve una delibera assembleare approvata con maggioranze qualificate. Esiste una deroga solo per lavori che migliorano lโefficienza energetica o favoriscono lโuso di fonti rinnovabili, e in questi casi serve un attestato di prestazione energetica. Insomma, fare una scelta tra sostenibilitร , costi e diritti di ogni proprietario non รจ mai semplice, e durante lโinverno, come si puรฒ immaginare, questi temi scaldano parecchio gli animi.
