Il Carnevale di Ronciglione 2026: maschere, eventi unici e tradizioni in scena nel borgo storico

Il Carnevale di Ronciglione 2026: maschere, eventi unici e tradizioni in scena nel borgo storico

Franco Vallesi

Gennaio 17, 2026

Ronciglione si appresta a dare il via al Carnevale 2026 con un programma ricco di eventi, pronti a far vivere al borgo una festa che dura quasi un mese. A pochi passi dal Lago di Vico, questa cittadina dell’Alto Lazio mantiene una delle celebrazioni carnevalesche più radicate nel cuore del centro Italia, nonostante sia più piccola rispetto ad altri carnevali regionali. Le sue origini – che affondano nell’XI secolo – insieme al patrimonio architettonico, che mescola tocchi medievali e rinascimentali, fanno da cornice a un evento che ogni anno richiama molti visitatori.

Il fulcro della festa passa attraverso un mix di sfilate, musica e tradizioni popolari, che si snodano tra le vie storiche del paese. L’apertura della manifestazione viene annunciata dal suono del campanone in municipio, seguito subito dopo dalla parata dei cavalieri ussari vestiti in costumi ottocenteschi. È una tradizione particolare, legata agli Ussari francesi, che mantiene viva una memoria collettiva molto sentita, anche se spesso poco nota fuori dal borgo.

Il Carnevale si svolge su tre domeniche di fila, con una serie di eventi che coinvolgono e appassionano una vasta partecipazione, restituendo un’atmosfera leggera ma vibrante. La durata estrema offre la possibilità di un coinvolgimento non superficiale, ecco perché l’evento si è trasformato in un appuntamento culturale che definisce l’identità di Ronciglione. Chi abita nel borgo o nelle sue vicinanze lo vive come un momento di condivisione, oltre che come testimonianza di una comunità attiva e dinamica.

La tradizione e le date da segnare per il carnevale 2026

Saranno tre le domeniche in cui si svolgeranno le sfilate delle maschere e dei carri allegorici: il 1°, l’8 e il 15 febbraio 2026. L’apice della celebrazione, insomma. Si tratta di una festa che affonda le radici nel XIX secolo, come dimostrano documenti risalenti al 1881. Il momento centrale, noto come il Corso di Gala, mobilita più di mille partecipanti che percorrono le vie del paese indossando costumi elaborati, frutto di un lavoro comunitario intenso e coinvolgente.

Il Carnevale di Ronciglione 2026: maschere, eventi unici e tradizioni in scena nel borgo storico
Un imponente carro allegorico a forma di drago sfila tra la folla festante, sotto balconi addobbati a festa per il Carnevale. – dialmabrown.it

Per assistere alle parate è previsto un biglietto di 10 euro, mentre chi ha disabilità e i minori di 18 anni accompagnati accedono gratuitamente. L’organizzazione raccomanda di organizzarsi bene per spostamenti e parcheggi, soprattutto considerando l’afflusso crescente registrato negli ultimi tempi. Un dettaglio da non sottovalutare – diciamolo – per garantire la sicurezza e la fluidità della manifestazione, fattore che richiede un certo grado di coordinamento.

Oltre al Corso di Gala, la festa prevede altre iniziative sparse durante l’intero mese, alcune legate a tradizioni più locali, come la cavalcata storica degli Ussari, altre più spontanee che coinvolgono la cittadinanza. La partecipazione energica della comunità nel coltivare queste attività – come spesso accade – rinsalda legami sociali e un forte senso di appartenenza.

Simboli, usanze e sapori del carnevale di Ronciglione

Una delle particolarità del Carnevale è rappresentata dalla Società dei Nasi Rossi, la cui origine – curiosamente – nasce da un aneddoto legato a un fiasco di vino rosso condiviso tra amici. Il gruppo è noto per un rito chiamato Pitalata, che si svolge il lunedì di Carnevale: i partecipanti, con il naso dipinto di rosso, indossano camicioni bianchi e cappelli appuntiti, e girano per le case portando maccheroni serviti in un pitale, ovvero un antico vaso da notte usato come piatto. Una volta suonano alle porte dei piani alti per offrire questa pietanza agli spettatori, creando un momento di socialità fatto sia di ironia sia di convivialità. Ecco, non pochi lo considerano una delle parti più simpatiche e caratteristiche della festa.

In fatto di gastronomia, il Carnevale è pure l’occasione per gustare specialità tipiche del territorio. Tra queste spicca il raviolo dolce: una pasta frolla con ripieno di ricotta, rum, cannella e cioccolato, che si apprezza tanto al forno quanto fritto – anche se la versione al forno – diciamo – ha un sapore più tradizionale. Altri dolci molto amati sono le castagnole al forno, caratterizzate da una nota alcolica che le fa “scoppiare” durante la cottura. Questi dolci poi sono ricoperti da una glassa croccante e lucente: un segno distintivo della pasticceria popolare locale, che dimostra la cura e la passione dietro la preparazione.

Durante il Carnevale, Ronciglione si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto, dove la musica, i colori e il folklore si uniscono in un’esperienza colma di tradizioni che resistono nel tempo. La constatazione? La festa prova a tenere in vita radici culturali profonde, e nel farlo alimenta i legami sociali e il senso di comunità – ecco perché continua a essere tanto sentita, nonostante la velocità del mondo moderno.

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