In molte case italiane, ogni giorno si sceglie il pavimento in laminato effetto legno per la sua praticità e l’aspetto gradevole. Chi lo ha adottato sa bene: mantenere la superficie pulita non è affatto banale. Basta poca attenzione in più per evitare quegli aloni antipatici o danni dovuti a prodotti non adatti. Negli spazi come ingressi o cucine, dove il calpestio è intenso e l’umidità presente, tenere il laminato in ordine diventa una questione di gesti quotidiani, ma fatti con cura.
Pulire il laminato correttamente significa adottare tecniche semplici ma precise. Innanzitutto, eliminare la polvere con aspirapolvere o scopa: è il primo passo, e non si può saltare. Per le macchie, invece, la scelta del detergente va calibrata con attenzione: il prodotto deve rispettare il materiale e, soprattutto, non bisogna esagerare con l’acqua, altrimenti si rischia il rigonfiamento. Chi abita in città, poi, sa bene che usare prodotti aggressivi o lasciare il pavimento troppo bagnato nelle zone più usate non porta a nulla di buono.
Come prendersi cura del laminato in ambienti esposti come la cucina
La cucina, senza dubbio, è uno di quegli ambienti dove il pavimento in laminato viene messo alla prova più spesso. Umidità, sbalzi di temperatura e contatto con oli o grassi sono all’ordine del giorno. Il laminato, fatto da più strati – tra cui uno di resina melaminica che protegge – resiste bene fino a quando non si accumula acqua nelle fughe: lì iniziano i guai. Per evitare problemi, si usa un panno in microfibra ben strizzato con detergenti dal pH neutro. Sono da scartare prodotti contenenti ammoniaca, cere o siliconici, che lasciano residui fastidiosi e, alle volte, scivolosi.

Capita spesso, soprattutto in città, di sottovalutare l’eliminazione rapida dello sporco grasso. Un detergente sgrassante specifico e diluito può fare miracoli – ma evitate di lasciare il pavimento bagnato: asciugare subito con un panno ben strizzato è d’obbligo. Usare il vapore? No, è quasi sempre sconsigliato perché il calore elevato e l’umidità possono causare rigonfiamenti o danni invisibili. A meno che il produttore non dica il contrario e consigli apparecchi a bassa pressione.
Per ridurre l’usura in zone trafficate come davanti ai lavelli o ai fornelli, molte persone mettono tappeti tecnici traspiranti, che aiutano a preservare la superficie senza creare muffe. I graffi o le opacità più leggere? Si possono sistemare con kit di riparazione delicati – un dettaglio da non sottovalutare, dato che il laminato non si leviga come il parquet.
I modi più efficaci e sicuri per pulire il laminato effetto legno
Mantenere il laminato sempre al meglio richiede pulizie regolari, niente di complicato. Via la polvere con la scopa o l’aspirapolvere, e per le macchie basta un panno morbido imbevuto in acqua tiepida e detergente neutro, ben strizzato però, così non si rovina nulla. Un trucco molto gradito da chi vive in piccoli appartamenti è l’aceto bianco diluito: disinfetta e dona brillantezza, senza rischi per il materiale. Si usa un mix di una parte di aceto e tre di acqua a temperatura ambiente, e il panno non deve mai essere gocciolante.
Per le macchie più ostinate o gli aloni, si passa a detergenti specifici e delicati, lasciandoli agire qualche minuto prima di rimuoverli con un panno asciutto. Sporco di olio o inchiostro? Qui servono prodotti sgrassanti diluiti e un risciacquo rapido. Anche acetone o acquaragia, sempre diluiti e usati con prudenza, possono cancellare residui più difficili, tipo vernici o lucidanti.
Cera o gomme da masticare sono un altro discorso: vanno tolte con strumenti in plastica per non scalfire la finitura. Ribadisco: il vapore stiamo lontani, a meno che non si legga diversamente sulle indicazioni del produttore. Il motivo: può far gonfiare il pavimento, e quella no, non è una cosa da poco soprattutto in casa.
Gli errori comuni da evitare per non rovinare il laminato effetto legno
Mantenere il laminato come nuovo richiede qualche accortezza. Un errore che vedo spesso è l’acqua in eccesso, soprattutto con i mop umidi che sembrano giusti ma rilasciano più liquido di quel che si pensa: il risultato spesso sono rigonfiamenti difficili da sistemare. Meglio scegliere sempre panni ben strizzati e lasciare il pavimento quasi asciutto.
Altro sbaglio è usare prodotti forti o abrasivi, spugne ruvide, ammoniaca o candeggina – che rovinano la pellicola protettiva con opacità o segni fastidiosi. Anche cere e lucidanti non aiutano, anzi lasciarli crea residui appiccicosi o opachi che compromettono il look, oltre a rendere il pavimento scivoloso pericolosamente. C’è poco da fare, non tutti pensano che quel dettaglio può esporre a rischi bambini o anziani.
Chi abita in zone umide o con molto passaggio dovrebbe ogni tanto controllare il pavimento. Intervenire con prodotti adeguati prima che le lesioni diventino irreversibili non è una perdita di tempo, ma un investimento sulla durata. Specialmente oggi nelle città italiane – dal Nord al Sud – prendersi cura della casa è un piccolo lusso quotidiano, e il pavimento non fa eccezione.
