Crocchette o umido per cani: quale alimentazione è più sostenibile per l’ambiente?

Crocchette o umido per cani: quale alimentazione è più sostenibile per l’ambiente?

Franco Vallesi

Gennaio 16, 2026

Preparare il pasto per il proprio cane è un gesto che, in molte case, è ormai parte della routine quotidiana. Ma c’è un dettaglio – spesso poco considerato – che vale la pena approfondire: l’impatto ambientale legato a queste scelte alimentari. La popolazione di cani domestici cresce senza sosta e, con lei, aumenta anche la domanda di cibi ricchi di carne pregiata. Il risultato? Un fenomeno concreto, anche se poco visibile all’occhio comune. Produzione e consumo di cibo per cani, sorprendentemente, hanno un’incidenza sulle emissioni di gas serra che a volte supera persino quella del cibo umano, specialmente quando si tratta di prodotti umidi e molto carnosi. Dalle parti di Milano, come altrove, la sostenibilità pesa sempre più nelle scelte di ogni giorno. Visto che la tendenza all’aumento degli animali domestici in famiglia non sembra fermarsi, capire cosa c’è dietro diventa necessario.

Le differenze tra alimenti secchi e umidi: un impatto da non sottovalutare

Il mondo degli alimenti per cani nasconde dati poco noti ma decisamente interessanti. Basta pensare al Regno Unito – un mercato abbastanza maturo – dove l’intero settore del pet food arriva a coprire più o meno l’1% delle emissioni nazionali di gas serra. Può sembrare poco, ma su scala globale la cosa cambia totalmente: parliamo di una fetta simile a metà delle emissioni causate dai voli commerciali ogni anno. Non solo i numeri, però – quello che davvero fa la differenza è il tipo di cibo. Gli alimenti umidi, quelli crudi o a base di carne pregiata risultano essere fino a 65 volte più impattanti rispetto al cibo secco tradizionale. Il motivo? Spesso si utilizzano tagli di carne “nobili”, idonei al consumo umano, che richiedono più risorse per la produzione. Un particolare non banale.

Crocchette o umido per cani: quale alimentazione è più sostenibile per l’ambiente?
Un cocker spaniel vicino alla sua ciotola di crocchette. L’alimentazione dei cani ha un impatto sull’ambiente. – dialmabrown.it

Dall’altra parte, gli alimenti realizzati con parti meno pregiate – ma comunque nutrienti – della carcassa mostrano un impatto ambientale decisamente più contenuto. Il classico cibo secco, non privo di cereali e dalla composizione tradizionale, tende a inquinare meno, rispetto a prodotti senza cereali o umidi. Chi desidera ridurre l’impronta ecologica legata all’alimentazione del proprio cane deve guardare con attenzione le etichette e preferire ingredienti di seconda scelta. Si bilanciano così due bisogni: salute e sostenibilità, un mix che, soprattutto nelle grandi città, diventa sempre più rilevante. Anche chi abita al Nord Italia se ne accorge: la pressione sulle risorse ambientali pesa, e questo si rispecchia anche nelle scelte quotidiane, cane compreso.

Possibili soluzioni per un’alimentazione più sostenibile

Ridurre l’impatto ambientale del cibo per cani è possibile puntando su ingredienti più vegetali. Si può fare, però ad oggi – e qui sta il problema – le opzioni sono ancora abbastanza limitate e spesso difficili da trovare. Quello che frena, in più, è la convinzione diffusa che i cani abbiano bisogno di una dieta prevalentemente carnivora. Tradizione e un certo scetticismo verso alimenti “diversi” rendono arduo il cambiamento. Nel Nord Italia, e non solo, si sente spesso dire che cani senza carne non stanno bene. E, insomma, a volte è davvero dura convincerli del contrario.

Un veterinario attento al tema della sostenibilità racconta – e qui c’è una nota interessante – che molti proprietari si trovano in conflitto tra la scienza che suggerisce di ridurre le emissioni e l’abitudine consolidata a scegliere prodotti ricchi di carne. Va detto anche che gli alimenti umidi, senza cereali o crudi comportano emissioni più elevate rispetto ai classici croccantini. Dall’altra parte, sarebbe utile una maggiore trasparenza da parte dell’industria del pet food: per esempio indicando l’uso di tagli di carne non destinati al consumo umano, con etichette chiare e semplici da interpretare. Così, salute e ambiente possono andare a braccetto, offrendo un’alimentazione equilibrata senza appesantire il pianeta. La crescita inarrestabile del numero di animali domestici, specie in Europa e in Italia, chiede soluzioni concrete. E il processo, nei fatti, è già iniziato nelle abitudini di molti proprietari.

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