Accendere la stufa a pellet in questo modo spreca pellet e lascia la casa fredda e umida

Accendere la stufa a pellet in questo modo spreca pellet e lascia la casa fredda e umida

Franco Vallesi

Gennaio 16, 2026

In tante case italiane, soprattutto nei mesi più freddi, il riscaldamento a pellet è la risposta preferita per scaldarsi. Eppure, chi ha una stufa lo sa bene: vicino alla stufa si sta caldi, altrove no. Le stanze più lontane restano fredde. Un vero problema, che spesso racconta di un uso poco furbo dell’energia. Chi lavora nel settore lo nota spesso: tante case sprecano calore, perché il calore non gira come dovrebbe.

Il motivo? La stufa a pellet diffonde calore soprattutto con l’aria calda che si crea da quella bruciatura. Se le porte delle stanze sono sbarrate per tenere il calore dentro, si crea – per così dire – una “isola termica”. L’aria calda si ferma, non circola, e le stanze più fredde restano così. Il risultato? Consumi inutili, fiamma accesa senza comfort ovunque. Chiudere porte e finestre pensando di mantenere il calore in un solo locale in realtà fa perdere efficienza e riscaldamento giusto, e questo pesa sulle tasche e sulla sensazione di caldo in casa.

Come distribuire il calore in casa per aumentare il comfort

È tutta questione di aria che gira. Se si chiudono porte e finestre, la stufa produce calore che non si sposta. Una buona dritta è lasciare almeno 15-20 centimetri di spazio sotto le porte interne: così l’aria calda può infilarsi piano piano verso le stanze vicine. Chi ha una casa su due o più piani, dalle parti di Milano o nel Nord Italia, fa bene ad aprire le porte vicino alle scale, così il calore sale anche ai piani sopra senza fatica.

Accendere la stufa a pellet in questo modo spreca pellet e lascia la casa fredda e umida
Dettaglio ravvicinato di pellet, fonte energetica per il riscaldamento domestico, spesso usato in modo inefficiente. – dialmabrown.it

Un’altra idea che si vede spesso, e con buoni risultati, è quella di usare ventilatori da pavimento a velocità bassa per spingere l’aria calda dove serve. Ci sono anche i cosiddetti destratificatori: ventilatori che girano piano e omogeneizzano la temperatura della stanza e dei locali vicini. Non occupano molto spazio e hanno un prezzo accessibile, ma cambiano davvero la qualità del calore, soprattutto in case abbastanza grandi o con pianti sfalsati.

Gestire bene l’aria calda significa rispondere a due problemi: riscaldare tutta la casa in modo più omogeneo e, alla fine, consumare meno pellet. E quindi spendere meno, cosa non da poco. Insomma, il comfort aumenta e il portafoglio ringrazia, specie se si vive in zone fredde da qualche anno.

Manutenzione e qualità del pellet: due elementi chiave

Oltre a far girare l’aria, la stufa ha bisogno che la si tenga pulita e in ordine. Succede spesso nelle case del Nord, o dove fa freddo per settimane: il consumo sale e il caldo è meno, perché la pulizia viene saltata. La fiamma fa meno il suo dovere. Il motivo? Una combustione incompleta che non spinge il calore al massimo.

Pulire, e pulire bene, è un lavoro da fare tutti i giorni: togliere la cenere che si accumula nel cassetto e mantenere pulito il braciere sono passaggi che non si devono saltare. Anche la camera di combustione e il vetro vanno spolverati almeno una volta a settimana – soprattutto se il vetro diventa scuro, segno che qualcosa non funziona come dovrebbe. Poi, una o due volte all’anno, bene far passare un tecnico abilitato che pulisca la canna fumaria; un dettaglio che non va sottovalutato se si vuole sicurezza e funzionalità a lungo.

Il pellet, soprattutto, non è tutto uguale. La scelta di un pellet di qualità, certificato e tenuto al riparo dall’umidità, aiuta la stufa a bruciare meglio, a produrre meno cenere e a scaldare di più. Chi pensa “tanto è pellet” si sbaglia: la differenza si sente, eccome, sia nel riscaldamento che nei costi a fine stagione.

Con un po’ di attenzione e costanza nella pulizia, insieme a qualche accorgimento sulla circolazione dell’aria, il riscaldamento a pellet diventa un alleato concreto per stare bene in casa. E nelle abitazioni italiane che hanno preso a cuore questi dettagli, si vede la differenza: meno sprechi, più calore dove serve, e meno voglia di accendere il termostato fino in cima.

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