All’inizio dell’anno, si è parlato molto della modifica delle accise sui carburanti, con molti che aspettavano aumenti fortissimi. In realtà, la situazione si è rivelata più complessa. I prezzi sono cambiati ma in modo non uniforme su tutto il territorio nazionale. Un esempio? La Sicilia, che spicca per dinamiche particolari: lì, contro ogni previsione, il diesel costa meno della benzina. Un dettaglio che fa la differenza per chi, sull’Isola, usa l’auto ogni singolo giorno.
Il sistema fiscale è cambiato a gennaio con un obiettivo chiaro: uniformare un po’ i prezzi, anche se i risultati sono stati diversi da zona a zona. Nel complesso, la benzina self service ha registrato un leggero calo mentre il gasolio ha visto un piccolo aumento. In Italia questo gioco di alti e bassi ha mantenuto i costi abbastanza stabili, ma alcune regioni, come la Sicilia, hanno seguito una strada diversa.
Basta guardare alle grandi città per non accorgersi di quanto il prezzo del carburante possa variare in ogni angolo, influenzando le spese quotidiane delle famiglie. In Sicilia, nonostante il diesel sia aumentato più nettamente, la benzina continua a costare di più, rovesciando il trend nazionale. Un fenomeno curioso, che vale la pena approfondire per capire come funzionano da quelle parti le politiche fiscali e il mercato locale.
Il riordino delle accise e il mercato siciliano
All’entrata in vigore della nuova normativa sulle accise, l’intenzione era chiara: ridurre le differenze tra regioni e proporre prezzi più equi su tutto il territorio italiano. In pratica, la benzina self service è scesa in media di circa 3,5 centesimi al litro, mentre per il diesel si è assistito a un rialzo pressoché equivalente. Questo ha bilanciato i prezzi finali, mantenendoli tutto sommato stabili e senza sorprese per gli automobilisti.

Sui tratti autostradali il trend si è confermato: la benzina è leggermente più economica, il gasolio un po’ più caro. Il mercato ha risposto senza scossoni troppo forti. Ma la Sicilia non segue questa linea generale: lì il quadro è diverso.
La regione si distingue per un differenziale a sfavore della benzina rispetto al diesel. La riduzione della benzina è stata infatti più contenuta, intorno ai 2,2 centesimi, mentre il diesel è salito quasi di 3 centesimi. Quindi, in Sicilia il diesel resta più conveniente e ciò si discosta nettamente dal resto dell’Italia, dove di solito il gasolio costa di più. Per chi abita sull’Isola, questo non è un piccolo dettaglio ma un cambiamento visibile nel bilancio quotidiano.
Prezzi regionali a confronto e il vantaggio siciliano
Un’occhiata ai valori assoluti mostra che in Sicilia il gasolio self service si attesta attorno a 1,67 euro al litro. Un prezzo che si allinea con la media italiana, ma con un vantaggio rispetto a molte province del Nord, dove il diesel spesso costa di più. Dalle zone alpine fino al Nord Est, i costi sono più alti, complici spese di trasporto e tasse diverse.
D’altra parte, in alcune regioni del Sud, come la Campania, il diesel si mantiene competitivo, creando un quadro variegato e a tratti confuso nel mercato dei carburanti in Italia. Insomma, il prezzo per fare il pieno non è affatto uguale dappertutto, ma cambia in base al luogo e al tipo di carburante – un dato da non sottovalutare per gli automobilisti.
Per chi si muove in Sicilia, un diesel più economico della benzina è un vantaggio tangibile, seppur limitato. Si tratta di un risparmio mensile che può pesare sul bilancio familiare, specie considerando che in molte altre zone italiane è il contrario. La geografia, le tasse e la logistica influenzano insomma le spese per la macchina, e la Sicilia diventa così un caso emblematico per capire come funziona davvero il mercato italiano.
Chi guarda i numeri con attenzione vede in Sicilia un esempio chiaro di come politiche fiscali e distribuzione possano creare due velocità nel prezzo dei carburanti. Le conseguenze? Cambiano le abitudini e – perché no – anche le scelte di chi guida con una certa regolarità.
