Condensa sui vetri al mattino: cause comuni e quando può indicare problemi in casa o nel clima

Condensa sui vetri al mattino: cause comuni e quando può indicare problemi in casa o nel clima

Franco Vallesi

Gennaio 14, 2026

Di solito, al mattino, capita di trovare le finestre avvolte da una patina di umidità che – diciamolo – manda in crisi la vista verso l’esterno. È un fatto abbastanza comune, soprattutto quando fa freddo o negli appartamenti dove la ventilazione latita un po’. La condensa sui vetri interni nasce da un gioco tra temperatura e umidità che si sviluppa dentro casa. Sapere come funziona può evitare di mettersi in testa interventi costosi – tipo cambiare le finestre – che spesso si rivelano superflui.

Perché si forma la condensa sui vetri interni

Quando l’aria calda e piena di umidità tocca una superficie fredda (pensate al vetro delle finestre, per esempio), succede qualcosa di curioso: se il vetro scende sotto la cosiddetta temperatura di rugiada, il vapore si trasforma in goccioline. Di notte o la mattina presto ne vediamo tante, perché l’ambiente si raffredda più rapidamente.

Condensa sui vetri al mattino: cause comuni e quando può indicare problemi in casa o nel clima
Goccioline d’acqua creano uno spesso strato di condensa su una finestra, fenomeno comune in ambienti con umidità elevata. – dialmabrown.it

Non sorprende, quindi, che molte case italiane – soprattutto in inverno – convivano con questa situazione, spesso legata anche a come si riscaldano gli ambienti. Un riscaldamento forte, ma senza aria fresca, fa salire l’umidità, e il vetro piange condensa. Diciamo che, per star bene, l’umidità relativa ideale dovrebbe stare tra il 40 e il 60%, ma in tanti appartamenti si arriva persino oltre il 70%, senza che magari nessuno se ne accorga.

Chi vive in città più fredde o nei dintorni delle Alpi nota che nei giorni in cui le temperature calano di colpo, la condensa arriva più spesso. Segno che le finestre – spesso – fanno una fatica incredibile a tenere il caldo dentro.

Cosa fare senza cambiare finestre o intervenire sugli infissi

Servono davvero interventi pesanti sulle finestre? Spesso no. Il nocciolo della questione sta nel tenere sotto controllo l’umidità dentro casa e – allo stesso tempo – aprire un po’ le finestre. Arieggiare regolarmente, specie in cucina e bagno (dove l’umidità si accumula meglio), significa far circolare aria fresca. Anche solo 10 minuti al giorno sono un toccasana contro la condensa.

Sta di fatto che alcune abitudini andrebbero riviste. Ad esempio, stendere i panni dentro casa o lasciare l’acqua bollire senza coperchio sono gesti che aumentano l’umidità. Senza contare docce lunghe senza ventilazione: un mix perfetto per vedere i vetri appannati.

In case più vecchie, dove l’isolamento non è granché, può valere la pena pensare a deumidificatori o a sistemi di ventilazione meccanica controllata (VMC). Sono soluzioni che tirano fuori l’umidità in eccesso ma non toccano la temperatura, così la condensa si contiene meglio. Una cosa che spesso passa inosservata: umidità sui vetri non significa necessariamente un problema agli infissi, ma piuttosto la gestione dell’aria in casa e il “microclima” che si crea dentro le nostre stanze.

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