Arredare 85 mq valorizzando gli stucchi d’epoca e la divisione tra cucina e soggiorno

Arredare 85 mq valorizzando gli stucchi d’epoca e la divisione tra cucina e soggiorno

Franco Vallesi

Gennaio 13, 2026

A Firenze, in un quartiere dove le strade sono silenziose e i palazzi raccontano storie d’altri tempi, si trova un appartamento che sfida il tempo. Parliamo di un trilocale di 85 mq, ospitato in un edificio risalente agli anni ’30, che – con un restyling misurato – ha conservato il fascino originale senza rinunciare a qualche tocco moderno. Gli elementi classici, recuperati con cura, convivono con dettagli contemporanei; un equilibrio studiato per valorizzare gli interni e rispettare la struttura d’epoca. Tra stucchi restaurati e tonalità di bianco e tortora, ogni particolare parla una lingua fatta di continuità e rispetto, nessuna forzatura.

Qualcuno lo definirebbe un restauro “silenzioso” – termine usato tra chi se ne occupa – e non a caso: l’attenzione al genius loci è palpabile. Chi entra percepisce la volontà di tenere viva la memoria del luogo, nei colori e nelle finiture. Il trilocale si trova al piano rialzato, in un edificio tipico di una zona fiorentina con radici alla fine dell’Ottocento, quando la città si ispirava alle grandi vie di Parigi per definire le proprie direttrici urbane. Alcune murature interne hanno lasciato il posto a spazi più fluidi, soprattutto nella zona giorno, che ora appare più aperta e accogliente. Un vantaggio che chi vive in città riconosce subito.

La nuova distribuzione e la valorizzazione degli spazi

La modifica più evidente riguarda proprio la disposizione interna. Le pareti portanti, pur presenti, non hanno limitato la riprogettazione delle funzioni e delle connessioni tra locali. Entrando, un piccolo disimpegno separa nettamente la zona notte dalla zona giorno; ai lati si sviluppano i vani principali. Eliminare un tramezzo ha reso possibile un open space capace di abbracciare cucina, soggiorno e sala da pranzo in un unico ambiente fluido e funzionale. Chi abita in città sa: lo spazio da vivere conta, soprattutto quando l’appartamento diventa rifugio durante i mesi più freddi.

Arredare 85 mq valorizzando gli stucchi d’epoca e la divisione tra cucina e soggiorno
Ponte Vecchio a Firenze al tramonto, con le botteghe storiche che si riflettono nell’Arno. – dialmabrown.it

La cucina è incastonata in nicchie progettate apposta per lei, con un equilibrio tutto giocato tra apertura sul living e funzionalità ben definita. Nel rifacimento, spicca la presenza di un secondo bagno, risultato di un progetto attento ai flussi quotidiani e agli impianti. Tra la camera matrimoniale e il soggiorno, un nuovo tramezzo delimita un bagno privato: più privacy senza rinunciare a una certa apertura visiva. La zona notte, sfruttata al massimo, vede la camera principale e quella dei ragazzi separate agli estremi dell’area dedicata: entrambe accedono a una balconata lunga quasi otto metri quadrati, piccola ma preziosa, soprattutto in città.

Gli arredi scelti sono un mix calibrato tra pezzi iconici del design anni ’50 e ’60, recuperati con cura, e soluzioni artigianali toscane su misura: una mescolanza che esalta i materiali e le texture. Per dire, i vasi in ceramica plissettata – con forme morbide e colori vari – danno quel tocco moderno inserito con moderazione nel contesto classico, senza mai sbilanciare l’identità complessiva dell’appartamento.

Dettagli e materiali: tra passato e contemporaneo

Uno dei punti chiave per definire il carattere del trilocale è stato il restauro di stucchi e cornici sul soffitto. Il recupero ha previsto l’uso di materiali moderni diversi dal gesso antico, ma lavorati con maniacale precisione, così da risultare quasi indistinguibili dal manufatto originale. Questa scelta – ormai diffusa nei restauri urbani italiani – mira a conciliare il valore estetico con esigenze pratiche e durature nel tempo.

Gli arredi, infine, completano il quadro con grande cura per i dettagli. In soggiorno, mobili vintage in legno massello e velluto verde petrolio convivono con pezzi contemporanei e oggetti iconici, come la lampada Arco di Flos o uno specchio con cornice in ottone originale degli anni ’60. La cucina, dominata da ante bianche a telaio e un piano in marmo Emperador, si presenta classica ma rinnovata, luminosa e funzionale grazie anche ai faretti a led incassati in una veletta in cartongesso sopra i pensili – dettaglio piccolo ma niente affatto scontato per chi abita in città.

I bagni giocano con contrasti cromatici decisi e geometrie precise, utilizzando piastrelle in gres con motivi tridimensionali e resine tortora: rivestimenti che non sono solo belli ma ingannano la percezione dello spazio, dando profondità e volume. Ecco, qui si vede come in città – più che altrove – la definizione di un bagno passa molto per le finiture e per l’organizzazione nascosta degli impianti: curati dietro contropareti in cartongesso, invisibili ma fondamentali per estetica e comfort.

In tutto l’appartamento, la cura per comfort e stile emerge in dettagli come i radiatori originali in ghisa degli anni ’30, restaurati con vernice grigio scuro, o le soluzioni su misura per armadi, nicchie e mensole. La testiera del letto matrimoniale si integra con un volume in cartongesso che ospita cablaggi elettrici: un piccolo miracolo di come tradizione e gusto contemporaneo possano convivere serenamente, proprio a Firenze.

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