Perché l’ambiente domestico perde calore rapidamente quando si spegne il riscaldamento centrale

Perché l’ambiente domestico perde calore rapidamente quando si spegne il riscaldamento centrale

Franco Vallesi

Gennaio 9, 2026

Molte case, appena si spegne il riscaldamento, iniziano a raffreddarsi in fretta, e allora si avverte subito quel senso di freddo fastidioso. Capita spesso: il calo rapido di temperatura dipende da vari fattori legati alla struttura dell’edificio e ai materiali usati per costruirlo. Chi abita in queste situazioni sa bene quanto sia complicato tenere una temperatura costante, specialmente nei mesi più freddi. Ma perché il calore va via così velocemente? Capirlo aiuta a gestire meglio il riscaldamento e a risparmiare energia.

Nei condomini più datati o in case con isolamento carente, il fenomeno si nota ancora di più. Si tende a confondere la capacità di accumulare calore con quella di trattenerlo per ore; si tratta di due cose diverse. In tanti casi, l’energia prodotta dal riscaldamento sparisce in poco tempo, rendendo inutile l’impianto e facendo lievitare le bollette. Chi vive, per esempio, nelle città del Nord Italia – particolarmente in giornate fredde e ventose – se ne accorge subito.

Il ruolo dell’isolamento e dei materiali nella dispersione termica

La perdita veloce di calore deriva molto dall’efficienza termica della casa. Le pareti, i soffitti e i pavimenti lavorano come veri e propri “ponti termici” quando l’isolamento manca o è insufficiente. Questi punti deboli facilitano la fuga del calore verso l’esterno, rendendo più difficile mantenere un clima confortevole anche con il riscaldamento acceso.

Perché l’ambiente domestico perde calore rapidamente quando si spegne il riscaldamento centrale
Perché l’ambiente domestico perde calore rapidamente quando si spegne il riscaldamento centrale – dialmabrown.it

Un dettaglio non da poco sono le finestre: se si usano vetri singoli o doppi vetri senza guarnizioni efficaci, il calore esce rapidissimo. Poi, c’è la questione dei materiali degli elementi strutturali: muri in cemento o mattoni, senza uno strato isolante aggiunto, assorbono poco calore e lo rilasciano altrettanto in fretta. Il risultato? Di notte, quando fuori fa più freddo, si sente proprio il cambio netto di temperatura.

Quando una casa ha una coibentazione fatta a regola d’arte, il calore entra piano piano, ma rimane lì più a lungo. In questi casi, si può spegnere il riscaldamento per un po’ senza sentire subito il freddo. Al contrario, negli alloggi meno protetti, la temperatura interna scende repentinamente, con la conseguenza di dover tenere sempre acceso il riscaldamento: un vero disagio durante l’inverno.

Come si comporta il calore all’interno della casa e quali strategie adottare

Il calore non resta solo nell’aria, ma si trasferisce anche alle superfici interne: pareti, pavimenti e persino i mobili assorbono una buona parte dell’energia termica, per poi rilasciarla piano piano. La capacità di accumulo termico varia parecchio: legno e cartongesso trattengono meno calore rispetto a materiali più densi come pietra o cemento. Da qui i cambiamenti di temperatura nel corso della giornata.

Diciamo che la ventilazione è un altro fattore da non sottovalutare. Arieggiare troppo, o in modo non calibrato, scatena una dispersione termica veloce, e la temperatura in casa cala. Però, ecco il paradosso: senza un ricambio d’aria adeguato si rischia la formazione di umidità. Soprattutto nel Nord Italia, dove il clima umido si fa sentire, regolare questo bilancio è davvero importante per non peggiorare la percezione di freddo.

Qualche abitudine pratica aiuta a tenere a bada il freddo improvviso: per esempio, abbassare un po’ la temperatura nelle ore notturne, chiudere le porte delle stanze inutilizzate e tenere tende spesse. Sul lungo termine, però, servono soluzioni più robuste: isolare bene e mantenere in ordine gli impianti di riscaldamento. Lo dicono anche i tecnici, che ultimamente vedono aumentare le richieste di interventi di isolamento, anche grazie ai bonus energia offerti dallo Stato.

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