Milano Cortina 2026: le vette delle Olimpiadi tra Livigno e Anterselva in scenari straordinari

Milano Cortina 2026: le vette delle Olimpiadi tra Livigno e Anterselva in scenari straordinari

Franco Vallesi

Gennaio 9, 2026

Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, nelle valli alpine italiane si respira un’aria di fermento davvero vivace. Dal 6 al 22 febbraio, sette località sparse tra Lombardia, Veneto, Trentino e Alto Adige si preparano ad accogliere un evento sportivo di grande rilievo internazionale. Saranno più di tremila gli atleti, provenienti da circa novanta Paesi, a sfidarsi per conquistare oltre mille medaglie. Per settimane, queste terre si trasformeranno in un crocevia di sport, natura e tradizioni. Curioso pensare come questa manifestazione rappresenti un ponte importante tra passato e futuro del paese: sono passati vent’anni dalle Olimpiadi di Torino 2006 e ben settanta dall’edizione precedente di Cortina. La sfida non si limita solo allo sport, ma si accompagna a un rinnovamento infrastrutturale e culturale che lascerà un’impronta duratura sulle comunità e sull’ambiente alpino coinvolto.

Livigno e Bormio, la sfida tra tradizione e nuove discipline

Chi conosce la Valtellina sa bene che Livigno si distingue per la sua altitudine: con i suoi 1.816 metri è uno dei centri olimpici più alti. La gamma degli sport invernali qui è sorprendentemente ampia, spaziando dallo sci alpino al mondo emergente dello snowboard e del freestyle. Ecco cosa attira molti: il nuovo snowpark del Mottolino, un’area dove si svolgono eventi spettacolari. Tecnici e appassionati seguono con attenzione le performance dei campioni, tra veterani dello snowboard cross – già vincitori di medaglie d’oro – e giovani promettenti che cercano di farsi notare su questa nuova scena. Poco banale, ma decisivo, è il ruolo delle infrastrutture sofisticate come la seggiovia Monte Sponda – la prima in Lombardia con otto posti – che mantiene operative l’85% delle piste.

Milano Cortina 2026: le vette delle Olimpiadi tra Livigno e Anterselva in scenari straordinari
Panorami alpini mozzafiato, con vette imponenti e valli lussureggianti, pronti ad accogliere le Olimpiadi Milano Cortina 2026. – dialmabrown.it

Più a sud, Bormio resta un baluardo della tradizione alpina: la pista Stelvio, famosa e storica, ospita lo sci alpino maschile ed è già stata teatro di due Campionati Mondiali. Nelle scorse stagioni, ha fatto il suo esordio lo scialpinismo come disciplina olimpica, con percorsi dedicati sia alle gare individuali sia a quelle a squadre. Chi ama la montagna lo sa bene: questa specialità, con la sua attenzione alla natura e alla sicurezza, si pratica lontano dalle piste classiche e ha radici profonde proprio qui, valorizzata anche da atleti locali. D’inverno, chi frequenta la zona nota l’aumento di appassionati di scialpinismo e freeride, sport che forse esaltano meglio il legame intimo con la montagna. A completare l’offerta, il Parco nazionale dello Stelvio porta a scoprire boschi e valli poco battute: un vero rifugio di calma e paesaggi autentici. E per una pausa rigenerante, le terme di Bormio – famose da tempo – offrono acque dalle proprietà benefiche, richiamando visitatori illustri nel corso degli anni.

Trentino e Alto Adige, dove sport e paesaggio si fondono

Nel cuore del Trentino, la Val di Fiemme gioca un ruolo decisivo nell’organizzazione delle discipline nordiche: qui si tengono il salto con gli sci e la combinata nordica, su trampolini moderni a Predazzo. Poco distante, a Lago di Tesero, lo stadio del fondo – recentemente rinnovato – ospita competizioni seguite con interesse da appassionati e addetti ai lavori. Questi impianti sono snodi cruciali non solo durante i Giochi, ma rappresentano un centro pulsante per lo sport durante tutto l’anno. Spesso chi vive in città ignora quanto questa rete di percorsi tenga viva la passione per lo sci di fondo e la montagna, zone come l’altopiano di Lavazè e i boschi di Bellamonte nutrono allenamenti e passeggiate. Lasciare poi la Val di Fassa, con i suoi piccoli borghi come Mazzin, significa immergersi in tradizioni artigianali e culturali ben radicate, che arricchiscono l’esperienza di chi visita la zona a fine sportiva o turistica.

Spingendosi in Alto Adige, Anterselva riveste il ruolo di vero fulcro del biathlon, disciplina che mescola tiro a segno e sci di fondo. Qui, la tecnica e la precisione sono tutto, e la zona vanta radici solide in questa specialità, dove molte atlete italiane di spicco hanno costruito la loro carriera. Tutto intorno, le cime maestose e i laghi alpini definiscono un paesaggio unico, perfetto anche per escursioni con le ciaspole o a piedi, magari per scoprire angoli meno noti come il lago di Braies. Se si preferisce lo sci alpino classico, il comprensorio di Plan de Corones offre una vasta gamma di possibilità: più di cento chilometri di piste, sostenuti da impianti all’avanguardia, sparsi tra valli e altipiani. È questo mix tra sport e natura – ecco il vero segreto – a rendere affascinante e versatile l’intera regione.

Cortina e Milano: tra grandi impianti e atmosfera olimpica

Cortina d’Ampezzo ha saputo coltivare e valorizzare con cura la propria eredità olimpica, avendo ospitato i Giochi nel 1956. Qui, tradizione e innovazione si intrecciano nelle infrastrutture, che guardano al futuro con piste moderne per lo sci alpino femminile e impianti per il curling, un’attività che negli ultimi tempi sta guadagnando sempre maggiore attenzione. Il palazzetto olimpico realizzato per l’evento ha uno scopo ben chiaro: diventare un centro polifunzionale dopo il termine delle gare, così da mantenere vivo il suo utilizzo. Dal canto suo, la pista per bob, skeleton e slittino porta il nome di una figura storica locale, creando un’atmosfera densa di significato e continuità. Queste discipline, ricche di adrenalina, attirano un pubblico sempre in crescita e facilmente coinvolto.

Milano, invece, rappresenta l’anima urbana dell’evento. Dal 6 febbraio la città si anima grazie a eventi sul ghiaccio, ospitati nell’arena di Assago e negli spazi fieristici convertiti per hockey su ghiaccio e short track. La cerimonia di apertura, che si terrà allo stadio di San Siro, sottolinea il legame tra una metropoli vibrante e un evento di portata globale. Un dettaglio – spesso sottovalutato – riguarda l’impatto sulle zone periferiche della città: Porta Romana, per esempio, diventa villaggio olimpico, un segnale evidente di come lo sport influenzi spazi pubblici e abitudini di tutti i giorni. E poi c’è l’orologio gigante in centro, che scandisce il conto alla rovescia, utile a mantenere viva l’attesa di residenti e visitatori. Un punto di riferimento che, giorno dopo giorno, cresce e si fa sentire.

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