Con l’arrivo dell’inverno, puntuale come sempre, in Italia torna l’attenzione sul Carnevale. Non ha una data fissa, anzi, balla al ritmo del calendario liturgico, cambiando ogni anno. Il 2026 segue questa trama: tutti vogliono sapere quando inizierà e finirà il gran giro di eventi e tradizioni. Il Carnevale resta, comunque, un appuntamento amato sia da chi lo vive da dentro sia da chi si gode l’atmosfera festosa nelle strade e piazze.
Si parte ufficialmente dopo l’Epifania. Ma il momento clou, quello che fa battere il cuore ai più, è la Settimana Grassa: sfilate, colori e manifestazioni che riempiono tante città. Il Giovedì Grasso cade il 12 febbraio, la Domenica di Carnevale il 15. Il picco arriva martedì 17, il celebre Martedì Grasso. Il Mercoledì delle Ceneri, il giorno dopo, il 18 febbraio, segna l’inizio della Quaresima, momento in cui si torna a una certa sobrietà. Nota interessante: a Milano e dintorni si celebra il Carnevale Ambrosiano, che dura fino al sabato 21 febbraio, prolungando la festa e regalando qualche giornata in più di allegria.
Il Carnevale tra tradizione e calendario: come si fissano le date
Strano ma vero, le date del Carnevale dipendono dalla Pasqua, che cambia ogni anno. Si calcola come la prima domenica dopo la prima luna piena di primavera. Da quella data si torna indietro, contando i 40 giorni di Quaresima, escludendo le domeniche, fino al Mercoledì delle Ceneri. Il giorno prima di quel mercoledì è il Martedì Grasso, fine della festa e inizio della penitenza.

Nel 2026 Pasqua cadrà il 5 aprile. Quindi, il Mercoledì delle Ceneri sarà il 18 febbraio e il Martedì Grasso il 17. Queste date non sono solo indicazioni sul calendario: organizzatori e partecipanti le aspettano per pianificare eventi e sfilate in tutta Italia. Un dettaglio non banale è come queste tempistiche incidano sulla scuola; in varie città si adottano chiusure o ponti, così da poter partecipare ai festeggiamenti.
Che cosa ha di antico il Carnevale? Le sue radici si perdono nelle feste pagane, come i Saturnali romani o le Dionisie greche, giorni in cui ogni regola sociale veniva messa da parte tra scherzi e banchetti. Il nome “Carnevale” viene dal latino “carnem levare”, che significa “togliere la carne” prima del digiuno e dell’astinenza quaresimali. Una doppia anima, quindi: festa e preparazione spirituale, viva ancora nei riti popolari e nelle tradizioni di oggi.
Le feste più importanti e le maschere storiche del Carnevale 2026
Il Carnevale si veste con abiti diversi a seconda della regione, ma conserva sempre un forte senso di identità. Parliamo del Carnevale di Venezia, elegante e raffinato, con eventi dal 31 gennaio al 17 febbraio che animano canali e piazze, fino al famoso Volo dell’Angelo. Nel nord, a Viareggio, si trova uno spettacolo diverso: i carri allegorici satirici, che tra l’1 e il 21 febbraio raccontano storie di critica sociale con una tradizione ben radicata.
Un caso particolare? Il Carnevale di Ivrea, dove si gioca la famosissima Battaglia delle Arance. Si svolge dal 1° al 17 febbraio e rievoca una rivolta storica cittadina. La partecipazione è molto sentita: gruppi di “aranceri” si sfidano con una vivacità elettrica. Mentre il Carnevale di Fano, il più antico d’Italia, si osserva dal 1° al 15 febbraio. Qui si lanciano dolciumi, una tradizione che strappa sorrisi a grandi e piccini.
Maschere, simboli e personaggi sono cuori pulsanti della festa. Da Arlecchino e Pulcinella, comuni nel centro-nord, fino al Mamuthone della Sardegna. Derivano dalla Commedia dell’Arte o da folklore locale, portando con sé storie intricate di vizi e virtù sociali. Ancora oggi rappresentano la festa, tenendo viva una memoria collettiva e una tradizione che non si riesce a dimenticare.
A livello globale il Carnevale unisce cultura, riti e divertimento. Dalle parate di samba di Rio de Janeiro fino ai festeggiamenti nelle Canarie, sono molte le comunità che – insomma – rinnovano ogni anno l’appuntamento con allegria e partecipazione. Un fenomeno che mostra come la festa possa essere universale, pur mantenendo identità locali forti.
