Bonus casa 2026: elenco completo delle detrazioni confermate e quelle eliminate nel nuovo anno fiscale

Bonus casa 2026: elenco completo delle detrazioni confermate e quelle eliminate nel nuovo anno fiscale

Franco Vallesi

Gennaio 7, 2026

Nel 2026, dal punto di vista delle agevolazioni fiscali rivolte alla casa, ci troviamo davanti a una fase che cambia abbastanza. Alcune misure importanti restano al loro posto, altre invece spariscono, incidendo sulle possibilità di chi vuole ristrutturare o ammodernare la propria abitazione. Tra conferme e novità, tanti aspetti vanno valutati con cura: si cerca di bilanciare il supporto agli interventi con la necessità di contenere la spesa pubblica. Questo influisce direttamente sulle decisioni di proprietari e imprese edili, costrette ad adeguarsi a limiti più severi ed a nuove regole. Chi abita in città se ne accorge ogni giorno, tra cantieri che ripartono e molte incertezze riguardo ai bonus ancora disponibili.

Le conferme per bonus ristrutturazioni e ecobonus nel 2026

La Legge di Bilancio ha ribadito il ruolo di spicco del Bonus Ristrutturazioni e dell’Ecobonus anche per il 2026, lasciando invariate le aliquote: rimangono al 50% per la prima casa e al 36% per gli altri immobili. Quindi chi ha in mente interventi importanti può puntare su detrazioni significative per spese fino a 96.000 euro per il Bonus Casa. Per l’Ecobonus invece, i limiti cambiano in base alla tipologia dei lavori e ai risultati di efficienza energetica raggiunti, una questione tecnica ma che influenza in modo decisivo sia il progetto sia i costi.

Bonus casa 2026: elenco completo delle detrazioni confermate e quelle eliminate nel nuovo anno fiscale
Un’immagine che evoca il concetto di “bonus” attraverso le tessere di un gioco, simbolo delle agevolazioni fiscali per la casa. – dialmabrown.it

In particolare, anche il Sismabonus continua a funzionare con le stesse modalità, estendendo il sostegno per la sicurezza antisismica di edifici residenziali e produttivi localizzati in zone a rischio. Un dettaglio da non sottovalutare riguarda il riconoscimento delle spese per classificazione e verifica sismica: un passo che sta diventando sempre più necessario – soprattutto nel Centro Italia – per pianificare correttamente gli interventi.

Il Bonus Mobili ed Elettrodomestici mantiene l’agevolazione al 50%, con un tetto massimo di 5.000 euro, dedicato a mobili e apparecchi a basso consumo acquistati in immobili in cui si stanno eseguendo lavori di ristrutturazione o manutenzione straordinaria. Ecco perché il bonus è legato all’effettivo inizio dei lavori edili, per evitare richieste che poi potrebbero non essere ammesse nelle dichiarazioni fiscali.

Una novità che spicca nettamente riguarda il Bonus Barriere Architettoniche, che dal 2026 non sarà più rinnovato. La detrazione al 75% è andata in scadenza il 31 dicembre 2025. Di conseguenza, aspetti importanti legati all’adeguamento degli spazi per l’accessibilità in città rischiano di perdere il sostegno fiscale, proprio quando la domanda – come spesso accade – cresce.

Cosa cambia con la fine del superbonus e le nuove aliquote

Un fatto certo: il 2026 segna la fine del Superbonus, la misura più ampia dedicata all’efficienza energetica e alla sicurezza antisismica degli ultimi anni. L’unica eccezione riguarda alcune zone del Centro Italia ancora colpite da emergenze causate dal sisma, dove i progetti presentati entro la primavera 2024 potranno ancora beneficiare del bonus. Così si chiude una fase molto intensa per il settore edilizio, con nuove regole per le detrazioni.

Guardando un po’ più avanti, le aliquote fiscali subiranno una riduzione importante a partire dal 2027: il Bonus Ristrutturazioni per la prima casa scenderà dal 50% al 36%, mentre per le seconde case si passerà dal 36% al 30%. L’Ecobonus seguirà un percorso simile, con un’unica aliquota del 30% che entrerà in vigore a gennaio 2028. C’è da dire che questa semplificazione normativa riduce l’appeal degli incentivi rispetto agli anni passati.

Un punto da sottolineare riguarda i requisiti per accedere al Bonus Mobili ed Elettrodomestici: i lavori edili devono essere definiti come manutenzione straordinaria o restauro conservativo. Vengono quindi escluse opere superficiali – come una semplice tinteggiatura, ad esempio. Dettaglio non da poco, visto che può incidere all’atto della dichiarazione dei redditi e negli eventuali accertamenti fiscali.

Introduce anche un’aliquota unica al 30% dal 2028: coinvolgerà tutti gli immobili, semplificando le regole ma riducendo gli incentivi globali nel settore edilizio. Il risultato? Proprietari e imprese avranno bisogno di rivedere i piani di investimento e valutare con maggiore attenzione l’efficacia delle opere previste.

Informazioni utili per organizzare i lavori nel 2026

Restando sul 2026, la conferma del Bonus Ristrutturazioni con un tetto massimo di 96.000 euro per ogni unità immobiliare è un punto saldo per chi pianifica interventi nel corso dell’anno. La detrazione del 50% vale per la prima casa abitata, ma si può beneficiare anche trasferendo la residenza entro la fine dei lavori: una chance apprezzata da chi ha in programma un cambio di domicilio.

Quanto agli altri immobili, come seconde case o quelli dati in affitto, la detrazione si mantiene al 36%, confermando una distinzione significativa per orientare scelte fiscali e investimenti. Gli addetti ai lavori – dagli agenti immobiliari a chi gestisce patrimoni – ne sono ben consapevoli.

Per fruire del Bonus Mobili ed Elettrodomestici, acquistare mobili e grandi elettrodomestici a basso consumo non basta: gli acquisti devono essere collegati a lavori di ristrutturazione o manutenzione straordinaria. Sono verificati con attenzione i requisiti di efficienza energetica, un dettaglio che le amministrazioni fiscali controllano spesso.

Chi vuole partire con lavori di riqualificazione energetica tramite l’Ecobonus deve ricordare che le detrazioni si ripartiscono in 10 quote annuali. Un’esclusione va fatta per le sostituzioni di impianti di climatizzazione con caldaie a combustibili fossili, una restrizione che – curiosamente – spinge verso soluzioni più verdi, soprattutto nelle aree urbane dove il risparmio energetico è più richiesto.

Nel complesso, l’anno 2026 presenta conferme importanti e qualche novità di rilievo. Da una parte, continuano a esserci strumenti concreti per migliorare gli immobili. Dall’altra, si aprono riduzioni strutturali che, se non gestite con attenzione, rischiano di rallentare gli investimenti nel settore edilizio. Pianificare bene e aggiornarsi continuamente sulle normative sarà dunque fondamentale.

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