Può capitare in un attimo: un attimo di distrazione con le candele accese in casa e l’atmosfera calda si trasforma in un fastidio da gestire in fretta. La cera, calda o già indurita, che finisce sui tessuti – vestiti, tovaglie, divani – non è una rarità e, spesso, lascia macchie ostinate da togliere. Quando si tratta di pulirla, il trucco sta nella tecnica, perché una volta che la cera si è solidificata, si lega forte alle fibre, rendendo la pulizia tutt’altro che semplice. Per chi si trova a farci i conti spesso – per esempio, nei soggiorni di casa o studiando la giusta cura per i manufatti – sapere come muoversi è un vero vantaggio. Prima di infilarsi direttamente nel lavoro, serve capire il tipo di tessuto o superficie: solo così si evitano errori che fanno più danno che altro. Provare a grattare via la cera da calda o usare prodotti sbagliati rischia di peggiorare il tutto.
Come rimuovere la cera dai tessuti più frequenti
Il primo passo? Lasciare che la cera si raffreddi, si solidifichi senza fretta: tentare di eliminarla da calda allarga la macchia, più macchie da pulire, insomma. Quando ormai è fredda, si può provare a rimuoverla con delicatezza, servendosi di un coltello a punta smussata o un cucchiaio – con attenzione però, le fibre potrebbero rovinarsi. Quel tocco di meccanica è fondamentale e quasi sempre sottovalutato: meno residui da togliere dopo, meno fatica. A seconda del tessuto, poi, cambia tutto: cotone e lino per esempio reggono bene una bella immersione in acqua bollente per sciogliere quel che resta. Ma stai attento con seta o lana, non vanno mai trattate così.

Per la lana, invece, c’è un trucco vecchio quanto il tempo: basta mettere un panno di cotone o un foglio di carta assorbente sopra la macchia e passare un ferro da stiro a temperatura media. Il calore, piano piano, “trasferisce” la cera sciolta dal tessuto al panno. Per jeans o tessuti robusti, congelare tutto nel freezer aiuta a indurire la cera, così la spatola fa il suo senza pasticci. Materiali più delicati, come camoscio, pelle o Alcantara – e qui la situazione si fa delicata – vanno trattati con cura: carta velina più ferro da stiro con calore dosato o, altra tecnica, utilizzare ghiaccio avvolto nella plastica per non rovinare.
Le candele colorate? Un vero problema aggiunto: i pigmenti spesso lasciano aloni che la cera da sola non elimina. Per chi ne fa un uso abituale, meglio scegliere candele dai pigmenti più tenui. Fatto quello, dopo aver tolto la cera solida, un consiglio semplice – ma valido – è provare lo smacchiante su un pezzettino di tessuto nascosto, così si evitano brutte sorprese.
Come trattare la cera su divani, scarpe, tovaglie e superfici domestiche
Non c’è solo l’abbigliamento da salvare: pensiamo ai divani in tessuto, spesso rovinati da macchie impossibili. Una delle soluzioni più usate consiste nel mettere un sacchetto di carta marrone sopra la macchia e passare sopra un ferro da stiro caldo. Così il calore scioglie la cera, che si deposita sulla carta senza penetrare nel tessuto. Attenzione a muovere il ferro con delicatezza e a cambiare spesso il sacchetto per evitare chiazze o bruciature. Per gli aloni di colore rimasti dopo la rimozione, prodotti a base di ossigeno o bicarbonato lasciati agire qualche ora prima del risciacquo possono risolvere.
Quando le macchie si rifiutano di andare via o i tessuti sono molto delicati, rivolgersi a un professionista è spesso la scelta più sensata. Un errore diffuso? Strofinare la cera calda: si allarga solo tutto e diventa un incubo pulirla.
Altri materiali di casa non stanno meglio: per esempio, nelle scarpe di pelle o camoscio, il metodo più sicuro resta la combo carta velina e ferro da stiro. Le tovaglie si trattano similmente, con la carta assorbente sopra e sotto la macchia e il ferro caldo che fa il suo lavoro. Poi un buon lavaggio, magari con sapone di Marsiglia e acqua calda, rimuove eventuali tracce residue. Chi preferisce, può usare anche il phon insieme alla carta velina, così ha più controllo sul calore.
Superfici dure come marmo o cotto? Meglio il freddo: ghiaccio per indurire la cera, poi raschiare via delicatamente con una spatola di plastica e finire con una pulizia delicata usando detergenti specifici. Parquet e laminati vanno trattati con prodotti studiati per non rovinare vernici o oliature: un panno morbido e seguire le indicazioni della casa sono un piccolo grande accorgimento, spesso trascurato nelle città dove si trovano spesso questi tipi di superfici curate.
I mobili di legno si salvano grazie al ghiaccio per indurire la cera, seguito da una rimozione attenta per evitare graffi. Ecco, con un po’ di pazienza e delicatezza si recupera l’ambiente, senza rinunciare al tepore e alla luce che ogni candela sa donare agli spazi domestici.
