L’aggressività aumenta quando lo stomaco è vuoto: come reagiscono corpo e mente in quei momenti

L’aggressività aumenta quando lo stomaco è vuoto: come reagiscono corpo e mente in quei momenti

Franco Vallesi

Gennaio 5, 2026

Quando la fame bussa, la pazienza spesso scappa e l’umore prende una brutta piega di colpo. Succede spesso: riunioni che si allungano oltre l’orario del pranzo oppure cene che si prolungano con amici, e l’atmosfera si fa tesa. Quella fastidiosa sensazione di irritabilità non è solo un’impressione, ma una reazione reale del corpo alla mancanza di cibo. Nel mondo anglosassone hanno coniato la parola “hangry” – un mix tra “hungry” (affamato) e “angry” (arrabbiato) – proprio per descrivere questo stato d’animo. Gli esperti spiegano che la fame può accendere l’aggressività, senza contare che rende difficile concentrarsi o prendere decisioni ragionate.

C’è chi non considera un dettaglio importante: il legame tra fame ed emozioni è stato davvero esplorato solo negli ultimi anni. Mangiare insieme non è soltanto una formalità sociale: crea un clima più sereno, favorisce la collaborazione. Chi vive in città nota come la tensione spesso cala non appena ci si blocca per mangiare qualcosa. Saltare il pasto, stare troppo tempo senza mangiare, tutto questo può alterare l’equilibrio emotivo, aumentando l’irritabilità e portando a comportamenti più aggressivi che – diciamolo – sembrano senza motivo.

Il legame tra fame, umore e giudizi

Non sono pochi gli studi che dimostrano come la fame influisca sul comportamento. Mancanza di cibo vuol dire anche giudizi e scelte emotive diverse. Un esperimento noto ha mostrato che i giudici prendono decisioni più severe prima della pausa pranzo, più indulgenti dopo. È il famoso “effetto del giudice affamato”, anche se non si può ignorare che la stanchezza e altri fattori giochino un ruolo.

L’aggressività aumenta quando lo stomaco è vuoto: come reagiscono corpo e mente in quei momenti
Un uomo in camicia e cravatta, con l’espressione corrucciata, sta addentando avidamente un krapfen. – dialmabrown.it

Se ci spostiamo al Nord Europa, trovano conferma altre dinamiche: momenti di fame si associano a umori negativi e una maggiore aggressività. Nelle città, questa tensione si traduce spesso in atteggiamenti più critici, meno ottimisti verso ciò che ci circonda, un aspetto che spesso passa inosservato.

Come funziona tutto ciò? La fame influenza le emozioni in modo complesso e bidirezionale: da un lato, fa salire l’irritazione, dall’altro chi si sente giù cerca conforto nel cibo, come risposta automatica. Non è un meccanismo solo umano: anche altri animali, – ecco un fatto curioso – reagiscono alla fame con decisioni più rapide e impulsi maggiori, una traccia evoluzionistica legata alla sopravvivenza.

Cosa succede nel corpo e come gestire la fame nervosa

Per anni si pensava fosse solo uno sbalzo di zuccheri a far scattare la fame nervosa. Oggi sappiamo qualcosa in più: al centro c’è la grelina, un ormone prodotto dallo stomaco, che stimola il rilascio di cortisolo e adrenalina. Questi ormoni aumentano lo stato di allerta e la prontezza, predisponendoci a reagire prontamente e – in certi casi – con una punta di aggressività. È un retaggio evolutivo, valido per tutti i vertebrati: la determinazione nella ricerca di cibo sale.

La risposta del sistema nervoso cambia in base alla presenza o assenza di cibo: durante il digiuno si attiva il sistema simpatico, responsabile di una vigilanza accentuata e reazioni veloci. Dopo il pasto, vince il sistema parasimpatico, che porta calma e rilassamento. Ecco perché, subito dopo mangiato, l’irritabilità cala – e non è mica un caso –, osservazione confermata da chi vive in città e basa le proprie giornate sulle pause pranzo per rimettersi in sesto emotivamente.

Ogni persona ha però le sue peculiarità: chi si muove regolarmente, facendo sport, tende a mostrare meno aggressività legata alla fame grazie a una maggiore produzione di endorfine, che stabilizzano l’umore. Chi invece ha problemi di peso può trovarsi in situazioni diverse, più complesse da gestire.

Se si vuole evitare tensioni causate dalla fame, meglio non saltare i pasti, specialmente quando si lavora o si affrontano momenti importanti. Portarsi dietro qualche snack sano – come frutta secca o un pezzetto di cioccolato con moderazione – aiuta a mantenere l’umore più stabile. E poi, sapere che la fame ci fa reagire in modo diverso aiuta a mantenere la calma, dando una mano a non scattare senza motivo.

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