Fino a poco tempo fa, l’idea di muoversi per Dubai senza affidarsi a supercar di lusso sembrava quasi fantascienza. Ma oggi la città si sta muovendo in modo deciso: una pista ciclopedonale sopraelevata lunga 93 chilometri, con aria condizionata incorporata, prende forma. Lo scopo? Tagliare sensibilmente le emissioni inquinanti e rivoluzionare la mobilità urbana. Il progetto potrebbe cambiare Dubai, trasformandola entro il 2040 nella metropoli più bike-friendly del pianeta.
Un anello urbano per muoversi senza auto
Il tracciato sarà largo circa 30 metri e si eleverà fino a dodici metri d’altezza. Studiato per offrire comfort durante tutto l’anno, – i climi desertici sono notoriamente ostili – il percorso godrà di un sistema di climatizzazione che manterrà l’ambiente sempre fresco e gradevole. Passeggiare o pedalare non sarà più una fatica, e in meno di 20 minuti sarà possibile raggiungere scuole, uffici, impianti sportivi e spazi culturali. Insomma, il concetto di “20 Minute City” trova finalmente applicazione concreta, garantendo accessibilità quasi ovunque senza tirare fuori le chiavi dell’auto.

Collegare i quartieri con vie dirette e comode rimane una priorità. Qualche città, specie quelle in zone più miti, si sta orientando nella stessa direzione. Chi poi sopporta temperature torride – pensiamo a Dubai – sa bene quanto un ambiente climatizzato sia decisivo per usare quotidianamente bici e gambe come mezzi di trasporto. Senza questa accortezza, rischiano di diventare semplici alternative per pochi, specialmente nei mesi più caldi.
L’energia che si produce camminando e pedalando
Nel cuore del progetto c’è la sostenibilità, ma non parliamo solo di idee astratte. Tra le novità più interessanti c’è la conversione dell’energia cinetica prodotta dagli utenti stessi. Il pavimento, realizzato con pneumatici riciclati, integra generatori a induzione elettromagnetica: così il semplice peso e i passi si trasformano in energia elettrica utile a far funzionare la struttura. Pensateci: energia che nasce dal movimento, per alimentare la struttura stessa. Un dettaglio non da poco, che riduce la dipendenza da fonti tradizionali.
In più, il corridoio raccoglierà acqua piovana, mentre fattorie verticali faranno il resto, offrendo cibo a pochi metri da chi lo consumerà. Zero chilometri, zero sprechi. Ed ecco un’altra faccia della gestione delle risorse: in posti come Dubai, dove l’acqua è un bene prezioso, queste soluzioni assumono un ruolo ancora più determinante e vanno integrate nel progetto complessivo.
Spazi per l’attività fisica e il benessere collettivo
The Loop non si limiterà a essere un semplice percorso per muoversi. Sarà un corridoio multifunzionale dove fare sport, invecchiare bene, socializzare e rilassarsi. Immaginate campi sportivi, postazioni fitness, angoli per una pausa, negozi e centri benessere all’interno dello stesso spazio. L’intento? Incoraggiare stili di vita più sani e creare un ambiente dove si sta bene insieme, abbassando rumori e inquinamento atmosferico.
L’aumento degli spostamenti a piedi e in bici, poi, risponde alla logica semplice di diminuire il traffico e rendere la città più vivibile. E qui entra in gioco anche l’integrazione con i mezzi pubblici esistenti: sarà tutto gestito tramite un’app dedicata, pensata per coinvolgere attivamente la popolazione. Insomma, una mossa concreta per diffondere una cultura urbana più green, già avviata ma ancora lontana dall’essere scontata.
Il progetto rientra nel piano urbanistico Dubai 2040, che mira a una città più resiliente e vivibile, in grado di fronteggiare con efficacia le future sfide ambientali e sociali.
