Dopo mesi di muffa ho capito l’errore più grave”: il racconto di chi ci è passato

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Muffa che torna sempre? Forse stai ignorando questo dettaglio nascosto - www.dialmabrown.it

Franco Vallesi

Novembre 12, 2025

La muffa torna sempre? Forse stai sbagliando qualcosa: ecco gli errori più comuni e come evitarli.

La muffa sulle pareti è un nemico subdolo. Non si manifesta subito, si insinua silenziosa, spesso dove non guardi. Prima appare una piccola macchia, poi si espande con quell’odore acre che sa di umido e aria viziata. E nel tentativo di eliminarla, si finisce spesso per peggiorare tutto. L’errore è pensare alla muffa come a una semplice macchia da coprire, quando in realtà è solo il sintomo di un problema molto più profondo: l’umidità.

Intervenire senza capire da dove viene l’umidità, usare prodotti sbagliati, sigillare invece di far respirare la casa: sono solo alcune delle azioni sbagliate che molti compiono in buona fede. Ma la muffa non perdona. Se non risolvi la causa, torna. Sempre. E ogni volta è peggio.

Ignorare l’origine dell’umidità vuol dire regalare terreno fertile alla muffa

Uno degli errori più diffusi è occuparsi della muffa solo quando diventa visibile. La si nota su una parete, magari dietro a un mobile, e si corre a cercare una soluzione. Spray, pittura antimuffa, un colpo di spugna. Il problema sembra risolto, ma è solo rimandato. Perché la muffa è una conseguenza, non una causa.

L’umidità può arrivare da tante fonti. Le infiltrazioni dal tetto, spesso sottovalutate, portano acqua nei muri ogni volta che piove. La condensa si forma per una cattiva ventilazione, quando l’aria calda dell’interno incontra le pareti fredde. Ci sono poi le perdite invisibili dalle tubature o la risalita capillare dal terreno, che bagna i muri dal basso verso l’alto.

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Muffa che torna sempre? Forse stai ignorando questo dettaglio nascosto – www.dialmabrown.it

Ognuno di questi scenari richiede un’azione mirata. Non basta un deumidificatore, e nemmeno la pittura traspirante: se il muro è fradicio, l’acqua troverà il modo di uscire. Chi non indaga la causa dell’umidità, magari affidandosi a un tecnico o a un termografo, rischia solo di spendere soldi per un trattamento di superficie. È come asciugarsi mentre piove, sotto una tettoia bucata.

E intanto la muffa si diffonde. Le spore viaggiano nell’aria, si depositano su vestiti, tappeti, libri. E quando tornano le condizioni favorevoli – cioè l’umidità – ricrescono. Come se nulla fosse.

Pitture miracolose e finestre sigillate: quando la soluzione diventa parte del problema

Chi cerca rimedi contro la muffa spesso finisce per fidarsi delle soluzioni più veloci. Spray potenti, vernici antimuffa, prodotti “a lunga durata”. Ma se l’umidità resta, la muffa vince sempre. La chimica non basta, soprattutto se usata senza criterio.

Molti prodotti in commercio agiscono sulla superficie. Possono togliere la macchia, mascherare l’odore, ma non toccano il cuore del problema. E alcune sostanze – come la candeggina – possono anche peggiorare la qualità dell’aria. Usarla in ambienti chiusi, senza mascherina e ventilazione, è rischioso. E non elimina le spore.

Poi c’è il fai-da-te estremo: chi sigilla tutto, pensando di bloccare l’umidità. Ma una casa ha bisogno di respirare. Tenere le finestre chiuse, non usare la cappa in cucina, far asciugare il bucato in casa senza aprire: tutto questo alimenta la condensa. E la condensa è la migliore alleata della muffa.

Anche i materiali contano. Le pitture impermeabili, le plastiche, i mobili addossati ai muri freddi: tutto contribuisce a creare un microclima favorevole alla proliferazione fungina. Chiude tutto per paura dell’umidità, e invece la trattiene.

Servono scelte consapevoli: intonaci deumidificanti, barriere chimiche, resine impermeabilizzanti per le pareti esposte alla pioggia. E soprattutto serve aria: ricambio costante, anche d’inverno, magari con sistemi a ventilazione meccanica controllata nei punti più critici. Il bagno, ad esempio, è uno dei luoghi più soggetti a questo tipo di problema, proprio per la cattiva aerazione.

A volte, basta poco. Non accostare l’armadio al muro freddo. Aprire le finestre la mattina. Controllare le grondaie. E capire che la muffa non è un difetto estetico, ma un campanello d’allarme. Che va ascoltato, non coperto.

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