Cosa succede davvero se abbassi i termosifoni mentre dormi? (Spoiler: potresti risparmiare di più)

Riscaldamento

Spegnere i termosifoni di notte è un errore? Ecco cosa rivela uno studio americano poco conosciuto - www.dialmabrown.it

Franco Vallesi

Novembre 12, 2025

Un’abitudine diffusa rischia di farci spendere di più in bolletta. Gli studi mostrano cosa conviene davvero fare con i termosifoni mentre dormiamo.

Abbassare il riscaldamento di notte aiuta a risparmiare, ma solo se fatto nel modo giusto. Spegnere del tutto i termosifoni può sembrare una buona idea, ma in realtà potrebbe provocare l’effetto opposto: la casa si raffredda troppo e i consumi aumentano al mattino. Ecco cosa dicono davvero gli esperti su come gestire il calore nelle ore notturne.

Perché non conviene spegnere tutto: cosa rivelano davvero le ricerche sul riscaldamento notturno

Quando le temperature calano, viene naturale pensare che spegnere completamente i termosifoni di notte sia la soluzione migliore per tagliare i consumi. Ma secondo il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, il risparmio non arriva dallo spegnimento totale, bensì da una gestione più intelligente della temperatura. Abbassare il termostato di circa 3–5 gradi per 8 ore, come durante la notte, può far risparmiare fino al 10% l’anno sui costi del riscaldamento.

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Spegnere i termosifoni di notte è un errore? Ecco cosa rivela uno studio americano poco conosciuto – www.dialmabrown.it

Il motivo è fisico: con meno differenza tra la temperatura interna ed esterna, la casa disperde meno calore. Questo significa che, anche se al mattino la caldaia deve riportare la temperatura a livelli ottimali, l’energia impiegata resta inferiore rispetto a chi tiene tutto acceso tutta la notte. L’idea che il riscaldamento consumi di più “per recuperare” dopo una notte fredda è un falso mito: non è supportata da dati scientifici.

Il risultato più efficace arriva da una strategia intermedia: non spegnere completamente, ma impostare una temperatura più bassa durante il sonno, permettendo un ritorno graduale al comfort all’alba. Così si consuma meno, ma si evita il gelo in casa.

Come mantenere comfort e risparmio: la strategia più intelligente secondo gli esperti

Gli esperti europei ed americani concordano: spegnere del tutto è raramente la scelta migliore, soprattutto in case non ben isolate. Le abitazioni con infissi vecchi, pareti sottili o mancato cappotto termico tendono a perdere calore molto rapidamente. Spegnere il riscaldamento significa lasciare che l’ambiente interno si raffreddi troppo, rendendo poi necessaria una lunga fase di ri-riscaldamento, che può costare cara.

È proprio in questi casi che abbassare la temperatura ma mantenerla attiva (tra 16 e 18 gradi) rappresenta il miglior compromesso tra efficienza energetica e comfort notturno. L’uso di valvole termostatiche o cronotermostati programmabili aiuta a gestire in automatico questo abbassamento notturno e il ritorno al calore prima del risveglio.

Anche la manutenzione dell’impianto gioca un ruolo chiave: termosifoni sporchi o caldaie non efficienti consumano di più, anche se impostate bene. Infine, bisogna considerare i diversi tipi di riscaldamento: le pompe di calore e gli impianti a pavimento funzionano meglio mantenendo una temperatura costante, mentre i termosifoni classici si adattano bene a piccoli abbassamenti.

Insomma, la risposta è nella misura: abbassare sì, spegnere no. E se si riesce a migliorare l’isolamento dell’abitazione, il risparmio sarà ancora più evidente.

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