Separati e con figli a carico? Nel 2026 arriva un bonus da 800 euro (ma solo in certi casi)

Separati e con figli a carico? Nel 2026 arriva un bonus da 800 euro (ma solo in certi casi) -dialmabrown.it

Franco Vallesi

Novembre 8, 2025

Previsto dalla manovra, il contributo sarĂ  destinato a chi ha lasciato la casa familiare e paga un affitto

Dal 2026 i genitori separati o divorziati con figli a carico e senza piĂ¹ la casa familiare potranno ricevere un aiuto economico mensile per sostenere il costo dell’affitto. Il bonus, fino a 800 euro, sarĂ  riconosciuto a chi vive in difficoltĂ  certificata da ISEE e dovrĂ  servire a coprire parte delle spese abitative di chi continua a mantenere i figli da solo.

Le separazioni e i divorzi aumentano, gli affitti non accennano a calare. A pagarne le conseguenze sono spesso i genitori che restano fuori casa e si ritrovano a dover sostenere il peso di un nuovo contratto d’affitto, spesso in una fase delicata, in cui continuano anche a mantenere i figli. La legge di bilancio 2026 conferma un bonus specifico per questa categoria, con un fondo da 20 milioni di euro e un importo mensile massimo che puĂ² arrivare fino a 800 euro per ciascun beneficiario. Il contributo, pensato per chi non ha piĂ¹ l’assegnazione della casa familiare, si affianca ad altre misure per i genitori in difficoltĂ  economica, ma resta legato a condizioni precise.

A chi spetta il contributo mensile per genitori separati senza casa familiare

Il bonus sarĂ  destinato a madri e padri separati o divorziati che, dopo la fine del rapporto coniugale, non vivono piĂ¹ nell’abitazione familiare e hanno dovuto trovarne una nuova, pagando un affitto. Il requisito chiave, infatti, è proprio l’assenza del diritto di abitazione nella casa coniugale, unita alla necessitĂ  di sostenere economicamente i figli.

A chi spetta il contributo mensile per genitori separati senza casa familiare – dialmabrown.it

Potranno farne richiesta coloro che risultano in locazione con contratto registrato, hanno figli a carico fiscalmente fino a 21 anni e si trovano in una situazione economica fragile, certificata attraverso un ISEE aggiornato. Il bonus non sarĂ  rivolto a tutti i separati, ma solo a chi dimostra di non avere altre proprietĂ , vive in affitto e deve sostenere spese effettive documentate. Si tratta di una misura che prova a colmare un vuoto spesso sottovalutato: la posizione di chi, separandosi, si trova fuori casa, con un secondo nucleo da gestire e responsabilitĂ  familiari che non si esauriscono con la separazione legale.

Nel 2026 il bonus affitto, nella forma già sperimentata negli anni precedenti, sarà riformulato ma manterrà lo stesso importo massimo di 800 euro. I dettagli ufficiali saranno definiti in un decreto attuativo che spetta al Ministero delle Infrastrutture, in concerto con il Ministero dell’Economia. Le risorse sono limitate e questo renderà probabile una procedura a esaurimento, dove i fondi saranno distribuiti in base all’ordine cronologico delle domande.

Documenti, tempi e preparazione: come arrivare pronti alla domanda per ottenere il bonus

Al momento non è ancora stato pubblicato il decreto che fissa le modalitĂ  di accesso e pagamento del bonus. Ăˆ atteso nei primi mesi del 2026, ma la storia recente insegna che i tempi potrebbero slittare. Basti pensare al precedente bonus per separati, sbloccato solo nella primavera 2025 nonostante fosse previsto da anni. Anche per questo motivo conviene prepararsi per tempo, così da non perdere l’opportunitĂ  quando partiranno le domande.

Chi vuole richiedere il contributo dovrebbe iniziare già ora a raccogliere i documenti essenziali: la sentenza di separazione o divorzio, un contratto d’affitto registrato, il modello ISEE aggiornato e, se possibile, i dati fiscali dei figli a carico. Questi elementi saranno con ogni probabilità richiesti nel modulo di domanda. Resta da capire se il contributo sarà versato in forma mensile o una tantum, ma il tetto massimo è già stato fissato: 800 euro al mese per ciascun richiedente idoneo.

L’erogazione, come giĂ  accaduto in passato, sarĂ  probabilmente retroattiva, partendo da gennaio 2026 anche se i fondi dovessero essere distribuiti solo nei mesi successivi. La selezione, in assenza di altri criteri, sarĂ  probabilmente basata sull’ordine temporale di presentazione, e questo rende ancora piĂ¹ importante essere pronti al momento dell’apertura della piattaforma, che potrebbe essere gestita direttamente dal portale del Ministero o da una sezione dedicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate o INPS.

Non ci sono ancora certezze ufficiali su quanti mesi coprirĂ  il bonus, ma il messaggio è chiaro: sostenere i genitori che, dopo una separazione, si ritrovano a pagare un affitto senza rinunciare al proprio ruolo di genitori. Una situazione concreta e sempre piĂ¹ diffusa, che ora trova almeno una forma di riconoscimento istituzionale.

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